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VA DEFINITO IL RUOLO DEL MEDIATORE
Aicomec . Le maggiori associazioni però non vedono conflitti con la figura dell'agente immobiliare

La figura del mediatore creditizio va meglio definita, rivedendone attività, formazione e accesso alla professione. Il concetto non è nuovo, il dibattito è aperto e il legislatore potrebbe intervenire presto con nuove norme. Il problema non è solo rivedere il lavoro del mediatore ma distinguerlo da altre figure, l'agente immobiliare in primis, e disciplinarne la deontologia. E ' il messaggio della più giovane associazione di categoria, Aicomec .

Nata nel 2004, ha oggi circa 100 iscritti e 600 richieste di adesione. «Mediatori e agenti non sono in conflitto e quando parliamo di professionisti seri non ci sono problemi - premette il presidente Aicomec Roberto Borioli -. Ma ci può essere un conflitto d'interessi laddove l'agente riceva una percentuale anche dalla banca». Una doppia provvigione che non si sposa con la trasparenza che il ruolo richiede. Secondo Aicomec, poi, la valutazione dell'aspetto finanziario esige una competenza specifica dei prodotti e delle soluzioni di cui solo il mediatore dovrebbe farsi carico. «Tanti agenti immobiliari si iscrivono anche all'albo dei mediatori prendendo due percentuali, una situazione perversa in cui varie associazioni di categoria rappresentano entrambe le figure» sostiene Marco Scipioni, presidente della Perseo Mutui.

Quale soluzione? «Innanzitutto - dice Borioli - istituire un esame obbligatorio per svolgere le professione e stabilire l'incompatibilità con altre attività. Dettagli non ce ne sono, ma in un congresso Aicomec alcune settimane fa, Luca Lepore, collaboratore del ministro del Welfare Roberto Maroni, si è impegnato a valutare una modifica alla legge che regola l'attività dei mediatori.
D'accordo è anche l'Ufficio Italiano Cambi (UIC), presso il quale i mediatori iscritti sono 39mila, 35mila persone fisiche e 3.900 società.

Il rappresentante, Alessandro Nardi, conferma l'utilità di distinguere i ruoli fra agenti e mediatori. Più sfumata la posizione delle associazioni di categoria. Anama (Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d'Affari) ritiene opportuno l'accesso alla professione di mediatore tramite un esame obbligatorio, ma è contro la creazione di un ordine professionale. Alberto Pizzirani, presidente di Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari) ricorda che le due figure sono in sinergia e che «gli agenti immobiliari spesso sono i migliori clienti dei mediatori stessi». Pochi problemi di convivenza anche per Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali): «Gli agenti non hanno invaso il ruolo dei mediatori - spiega il presidente Rocco Attinà -.
Solo che da qualche anno la legge ha cancellato la sezione mutui e finanziamenti per gli agenti presso le Camere di Commercio, e alcuni si sono iscritti all'Albo dei mediatori, costituito presso l'UIC»

Adriano Lovera

 

14 Maggio 2005 - Il Sole 24 ore - Il mondo immobiliare

   
   
Ufficio Italiano Cambi